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lunedì 26 gennaio 2015

Vaccini e Autismo: nessun dubbio sulla mancanza di una causalita’. Intervista alla dott.ssa Maria Teresa Lamonaca.


vaccinazione-bambini

Vaccino si, vaccino no. “Dottore lei cosa mi consiglia?”. Negli ultimi anni il tema è stato al centro di un ampio dibattito e come spesso accade nel mondo scientifico molte sono le variabili in gioco e l’esistenza di dati apparentemente contrastanti non aiuta di certo a chiarire le idee. Sempre maggiori sono i dubbi e le perplessità dei genitori che si apprestano a vaccinare i loro bambini. Cerchiamo brevemente di rispondere ad alcuni quesiti il cui obiettivo non è fornire una soluzione definitiva ma semplicemente offrire una sintesi dello stato dei fatti.

Quali sono i sintomi del disturbo autistico?

La sindrome di Kanner meglio nota come autismo è un disturbo comportamentale caratterizzato da severe difficoltà nelle relazioni sociali, limitazioni comunicative, ristretta gamma di interessi, talora stereotipie e nel 70%dei casi ritardo mentale.

I sintomi appaiono prima che il bambino abbia compiuto i tre anni e hanno un decorso sostanzialmente stabile nel tempo.

Si sono riscontrate anomalie morfologiche a carico delle diverse strutture cerebrali, alterazioni neurochimiche, anormalità nel patrimonio genetico.

È nota una causa specifica?

Le cause dell’autismo sono ancora per lo più sconosciute.

I ricercatori sono però d’accordo che siano i fattori genetici ad essere prevalenti nella ricerca delle cause ma l’ereditabilità dell’autismo è molto complessa, e non si conoscono tuttora quali siano esattamente i geni e le mutazioni geniche responsabili, o come operino. È stato ipotizzato che i fattori ambientali possano contribuire all’autismo e in taluni casi aggravarne i sintomi. I vaccini sono quelli che hanno attirato maggiormente l’attenzione dell’opinione pubblica, anche per via dell’errata associazione mentale che i genitori potevano a volte fare: poiché i sintomi dell’autismo si sviluppano nella stessa età in cui solitamente i bambini vengono vaccinati, i genitori potevano trarre l’errata inferenza che, essendo emersi i sintomi dopo la vaccinazione, la stessa potesse esserne la causa, anche se non vi era alcuna causazione diretta.

Quando si insinua il dubbio dell’esistenza di un nesso di causalità tra vaccini ed autismo?

L’ipotesi che il vaccino trivalente causi autismo risale ad uno studio del 1998 pubblicato su Lancet che ha attirato l’attenzione del mondo scientifico da cui sono scaturiti approfondimenti e verifiche schiaccianti che hanno portato i ricercatori a concludere che lo studio aveva molte inesattezze metodologiche, dunque si trattava di un falso scientifico… di una frode, l’ipotesi di partenza era del tutto inconsistente, non vi era alcun nesso causale;  liquidare una faccenda così delicata con tale leggerezza ha creato non pochi problemi, lo studio fu ritirato e l’autore tale dottor Wakefield radiato dall’ordine dei medici in quanto pagato da un avvocato che si occupava di cause per risarcimento.

Sono fondate le paure dei genitori?

No, non lo sono, studi pubblicati recentemente su riviste di portata mondiale, quali il British Medical Journal e Journal of Pediatrics, dimostrano che non c’è nessuna prova sul fatto che l’autismo possa essere provocato dai vaccini o da qualsiasi additivo utilizzato all’interno degli stessi, e che gli studi che lo asserivano si siano dimostrati completamente errati e con dati pesantemente manipolati. Comprensibilmente alcuni genitori indugiano o evitano del tutto di immunizzare i propri bambini sulla base di tali infondate teorie, esponendoli così in realtà a rischi sanitari gravissimi e concreti. Poiché malattie come il morbillo possono invece causare gravi problemi medici, o addirittura la morte, il rischio che un bambino muoia o soffra di gravi problemi di salute poiché non si è vaccinato è decisamente molto maggiore in confronto al trascurabile rischio clinico legato alle vaccinazioni.

In ultima analisi lo stesso Istituto Superiore di Sanità in un comunicato ufficiale rassicura l’utenza promuovendo, attraverso la diffusione di informazioni scientificamente corrette, un’adesione consapevole alle vaccinazioni.