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venerdì 06 febbraio 2015

Cos’è la neuropsicologia? Lo chiediamo alla Dott.ssa Maria Teresa Lamonaca


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Quanti volti ha la psicologia? Moltissimi esattamente come onnipresente è l’attività psichica intra e interindividuale. Il senso comune identifica la psicologia come lo studio della personalità e di problematiche annesse, angosce, fobie e metteteci dentro quello che volete… inconscio, super io, difese. D’altra parte non è colpa di Freud se l’associazione mentale viene spontanea.

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Ma provate a pensarci ancora… cosa vi viene in mente? Psicosomatica, criminologia, comunicazione, sessuologia, counseling, test… e poi?

Probabilmente a pochi di sarà venuta in mente la Neuropsicologia una disciplina relativamente recente della quale si darà qualche cenno con l’obiettivo di suscitare curiosità, interesse con l’auspicio che domani ciascuno metta a lavoro Google e conduca la propria personale ricerca che assicuro vi aprirà un mondo estremamente affascinante.

 

Che cos’è questa Neuro…?

Per definizione la neuropsicologia è una scienza che studia le correlazioni esistenti tra funzioni cognitive (memoria, attenzione, linguaggio ecc.)  o comportamento e le sottostanti strutture cerebrali;

La neuropsicologia clinica è l’applicazione delle conoscenze della neuropsicologia alla diagnosi, gestione e riabilitazione dei pazienti con deficit cognitivi successivi a danni cerebrali di origine traumatica, vascolare o degenerativa.

Vi è poi la neuropsicologia dello sviluppo rivolta alla comprensione dell’evoluzione comportamentale in relazione allo sviluppo cerebrale.

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Come viene condotta la ricerca?

La ricerca sperimentale si avvale di prove standardizzate in cui la procedura e gli stimoli sono definiti rigorosamente e la prestazione del paziente viene comparata con quella di gruppi di controllo adeguato. Seguendo i suddetti parametri gli studi possono essere condotti sul caso singolo o su gruppi di pazienti selezionati in base a criteri neurologici e/o funzionali.

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Quali sono le tecniche e gli strumenti utilizzati?

Gli strumenti principali sono i test psicometrici, che permettono di valutare i diversi processi cognitivi e le loro componenti. Ci si avvale anche di strumenti propri della psicofisiologia come l’elettroencefalogramma (EEG) e delle neuroimmagini, queste ultime sono di supporto sia allo studio delle lesioni successive a danno cerebrale sia per la localizzazione di specifiche aree, stiamo parlando della tomografia computerizzata e risonanza magnetica (TC  e RMI).

Utili sono anche le tecniche di neuroimaging funzionale (fMRI, PET, SPECT) che permettono di ottenere una rappresentazione in vivo dell’attivazione di aree specifiche del cervello durante l’esecuzione di determinati compiti. Di recente è stata sviluppata la stimolazione magnetica transcranica (TMS) che permette di stimolare selettivamente alcune zone del cervello in modo da poterne osservare le reazioni corrispondenti.

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Neuroimmagini

 

Cosa fa praticamente il neuropsicologo?

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L’esperto in neuropsicologia lavora nelle ricerca di base o applicata, in cliniche o ospedali dove sono coinvolti nel trattamento di pazienti con disordini cognitivi o comportamentali associati a lesioni/patologie encefaliche; il neuropsicologo valuta il deficit, monitora l’evoluzione temporale, organizza i programmi riabilitativi e gli interventi atti a favorire il compenso funzionale.

Generalmente lavora in equipe con neurologi, psicologi, internisti, logopedisti, ortottisti, terapisti occupazionali e terapisti della neuro-psicomotricità dell’età evolutiva.

 

Detto questo, volutamente, non accenniamo a conclusioni, suggeriamo solo alcune letture e siti come spunti di riflessione, invitando voi a trarre le vostre.

Oliver Sacks  “L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello”

AdelphiSergio della Sala, Nicoletta Breschin “il cervello ferito” ed. Giunti

www.neuropsicologia.it

www.sinp-web.org

www.girn.org